24/09/2010

Solidarietà al giovane gay ragusano vittima di un vile episodio omofobo

 

Esprimo piena solidarietà, a titolo personale e a nome di tutti i Giovani Democratici di Comiso, alla vittima del vergognoso gesto omofobo verificatosi a Ragusa. Atti di intolleranza di questo tipo evidenziano quanto ci sia da fare sul terreno della sensibilizzazione e la tolleranza delle diversità. L'omosessualità, poi, è ancora un tabù a causa di ridicoli retaggi del passato. Bene la solidarietà che è arrivata e arriverà a più voci nei confronti del ragazzo che ha avuto il coraggio di denunciare. Tuttavia è bene ricordare al Sindaco di Ragusa e a chi, come lui, milita nel PdL che se non c'è ancora una legge contro l'omo-transfobia (ovvero che punisca proprio atti di intolleranza e violenza di questo tipo) lo si deve ad una maggioranza (PdL e Lega) che non si presenta in Commissione Giustizia per trattare l'argomento. L'ultima seduta, del suddetto organismo con all'ordine del giorno la legge contro l'omo-transfobia, si è tenuta martedì 21 Settembre e ha visto presenti solo i componenti del PD con in prima linea l'On. Paola Concia promotrice del disegno di legge. Un Paese civile non può non avere una legge contro l'omo-transfobia. Sogno un Paese in cui ciascuno possa essere se stesso senza temere per la propria incolumità. Sogno un Paese in cui solo per mentecatti e imbecilli, come gli autori del gesto dell'altra sera, non vi sia tolleranza!

02/09/2010

Sguardo di fine estate

Un'estate ricca di eventi, dai vergognosi e ripetuti fenomeni di omofobia in alcune spiagge italiane, alla scomparsa di un ex Presidente della Repubblica molto controverso che la morte ha fatto santo, allo sfaldamento della corte del sultano puttaniere. Intanto la scuola riapre: 40.000 (25.000 docenti + 15.000 personale non docente) PERSONE sono state buttate in mezzo alla strada. -8 MLD di € al mondo della formazione università e ricerca. Una scuola più povera, con classi di 32 ragazzi senza il benché minimo requisito di sicurezza: i soldi promessi dal CIPE, per l'adeguamento delle strutture scolastiche, non sono più disponibili! Ricordo che CIPE e ancor di più i famosi FAS (Fondi per le aree sottosviluppate) sono stati il bancomat con cui il regime settentrionalpopulista ha affossato il sistema Paese. Ora, dopo la cucina di Fini, il tema "clou" della politica italiana è l'amnistia processuale (alias "processo breve"...che facce di bronzo). "Prima di andare alle urne mi sbrigo gli ultimi affarucci miei" penserà il nano d'Arcore...ma credo che stavolta caschi male. Intanto ci si deve preparare per l'alternativa, primarie e sostegno a Vendola, senza se e senza ma!

17/06/2010

Il tumore che fa meno paura e la medicina alle prese col paradigma del “corpomente”

 

veronesi.jpg“Dobbiamo curare il malato non la malattia” afferma il dottor Umberto Veronesi che, in questi giorni, rende noto l'importante passo avanti compiuto dalla Ricerca sulla cura dei tumori in particolare per quello al seno che colpisce in Italia “il 10% delle donne”. La nuova chemioterapia consente da un lato un'azione localizzata e dall'altro l'assenza della caduta dei capelli. Pare che le pazienti affette da tumore al seno vivano come un dramma particolare quello della caduta dei capelli, una mutilazione e uno sfregio alla propria femminilità. Una mutilazione del sé psicofisico che si presenta come un ulteriore carico sulla già pesante condizione dell'essere affetti dal tumore. “Dobbiamo preservare la condizione mentale del paziente” dice ancora Veronesi che evidenzia come la caduta dei capelli sia uno dei fattori che demoralizzi la donna e complichi la battaglia contro il male un tempo ritenuto incurabile.

Una medicina che comincia a cambiare, che considera più seriamente il paradigma del “corpomente”, l'unità psicosomatica che siamo e il conseguente rispetto e cura che vanno indirizzati ad un essere complesso e molteplice. Ancora materiale a supporto delle tesi di Alberto Giovanni Biuso (docente di filosofia della mente dell'Università di Catania) e di chi (come Gadamer e Jaspers) ha denunciato, nel secolo scorso, la deriva di una scienza eccessivamente specializzata che perde di vista il paziente nella sua complessità. La strada è lunga ma è pur sempre un buon inizio.